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Bonus mamme 2026: rinvio dell’esonero contributivo e misura transitoria

Come funziona il contributo mensile e quali sono i requisiti

Bonus Mamme

In breve

La Legge di Bilancio posticipa al 2027 l’entrata in vigore dell’esonero contributivo per le lavoratrici madri con due o più figli.
Per il 2026 viene introdotta una misura transitoria:
- un contributo di 60 euro mensili
- destinato a lavoratrici dipendenti e autonome
- con due figli e reddito fino a 40.000 euro annui
L’importo è erogato dall’INPS su domanda e non rileva ai fini ISEE.

Perché è importante per aziende e lavoratrici

 

Il rinvio dell’esonero contributivo e l’introduzione della misura temporanea comportano un cambiamento operativo da non sottovalutare.

 

Una gestione non corretta può generare:

  • Mancato accesso al beneficio per le lavoratrici
  • Errori informativi nella gestione HR
  • Disallineamenti tra aspettative dei dipendenti e normativa reale
  • Criticità nella comunicazione interna aziendale

 

Per le imprese, è fondamentale comprendere che si tratta di una misura non automatica, ma subordinata a specifica richiesta della lavoratrice.

Rinvio dell’esonero contributivo




La misura transitoria per il 2026








Requisiti per accedere al bonus







Aspetti fiscali e previdenziali







Impatti per le imprese

L’esonero contributivo introdotto negli anni precedenti per le lavoratrici madri viene posticipato dal 2026 al 2027.

Questo comporta uno slittamento delle agevolazioni strutturali previste sul costo del lavoro, con un impatto diretto sulle politiche retributive e di welfare aziendale.

 

In attesa dell’entrata in vigore dell’esonero, viene introdotto un intervento temporaneo di sostegno al reddito.

La misura prevede:

  • 60 euro mensili per le lavoratrici aventi diritto
  • erogazione da parte dell’INPS
  • riconoscimento su domanda

Le mensilità maturate da gennaio a novembre 2026 saranno corrisposte in un’unica soluzione a dicembre 2026.

 

Il contributo è destinato a:

  • lavoratrici dipendenti e autonome
  • con almeno due figli
  • fino al compimento del 10° anno di età del figlio più giovane
  • con reddito annuo non superiore a 40.000 euro

Si tratta quindi di una platea ben definita, con limiti reddituali e familiari precisi.

 

Il bonus:

  • non rileva ai fini della determinazione dell’ISEE
  • non incide direttamente sulla contribuzione previdenziale
  • rappresenta un’integrazione al reddito e non una riduzione del costo contributivo

Questo lo distingue nettamente dall’esonero contributivo previsto dal 2027.

 

Le aziende devono prestare attenzione a:
✔ corretta informazione alle lavoratrici
✔ gestione delle richieste e delle tempistiche
✔ allineamento delle politiche HR con le nuove disposizioni
✔ pianificazione futura in vista del 2027

Il rischio principale è generare aspettative non coerenti con la misura effettivamente in vigore.

L’approccio consulenziale di Addit

Addit non si limita a interpretare la norma.

Supportiamo le imprese nella lettura operativa delle misure, valutando l’impatto sulle politiche del personale e sulla comunicazione interna, per evitare disallineamenti e criticità gestionali.

Affianchiamo l’azienda nell’aggiornamento delle procedure HR e nella corretta informazione ai dipendenti, garantendo coerenza tra normativa, prassi aziendale e aspettative delle persone.

Perché anche una misura temporanea, se non gestita correttamente, può generare effetti concreti sull’organizzazione e sul clima aziendale.

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