Auto aziendali e fringe benefit: come cambia il calcolo nel 2026
Dalla modalità di utilizzo alla data di immatricolazione, fino all’alimentazione del veicolo: ecco gli elementi da considerare per determinare correttamente il valore del fringe benefit delle auto aziendali.
In breve
Per le auto concesse a uso promiscuo, cioè sia lavorativo sia personale, il calcolo del fringe benefit richiede particolare attenzione. Il regime applicabile può dipendere dalla data di assegnazione e di immatricolazione del veicolo, oltre che dalla sua alimentazione.
Il quadro aggiornato a settembre 2026, dopo il Decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026), richiama inoltre specifiche maggiorazioni da considerare in determinate situazioni.
Auto aziendali a uso promiscuo: quali elementi incidono sul calcolo?
Regime transitorio e nuove regole: attenzione alle date
Le maggiorazioni da considerare
Cosa succede se il dipendente contribuisce ai costi dell’auto?
Il fringe benefit è il valore economico attribuito a un bene o servizio riconosciuto al dipendente in aggiunta alla retribuzione. Nel caso dell’auto aziendale, assume rilevanza quando il veicolo viene messo a disposizione anche per esigenze personali.
Per determinare correttamente il trattamento del veicolo, è importante partire dalla modalità di utilizzo.
Uso esclusivamente lavorativo
Quando l’auto è utilizzata esclusivamente per esigenze di lavoro, senza possibilità di utilizzo personale, non si configura il fringe benefit legato all’uso promiscuo.
Uso esclusivamente privato
Quando il veicolo viene concesso per finalità esclusivamente personali, il trattamento viene determinato facendo riferimento al valore normale del bene, secondo i criteri applicabili.
Uso promiscuo
È il caso in cui l’auto viene assegnata al dipendente sia per esigenze aziendali sia per utilizzo personale. In questa situazione, il fringe benefit viene determinato secondo i criteri previsti dalla normativa fiscale.
Non tutte le auto aziendali seguono necessariamente lo stesso criterio di calcolo. Per individuare il regime corretto è importante verificare diversi elementi:
- Data di immatricolazione: contribuisce a individuare la casistica applicabile.
- Data di concessione al dipendente: è rilevante per stabilire quale disciplina considerare.
- Alimentazione del veicolo: può determinare percentuali differenti nel regime previsto per le auto concesse più recentemente.
- Eventuali maggiorazioni: devono essere valutate in base alle caratteristiche del veicolo e al regime applicabile.
La corretta individuazione di questi elementi è fondamentale per evitare di applicare automaticamente la stessa percentuale a veicoli che rientrano in casistiche differenti.
Per alcune auto aziendali è previsto un regime transitorio basato sulle emissioni di CO₂. Lo schema aggiornato a settembre 2026 richiama, in particolare, i veicoli concessi nel periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2024 e quelli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e concessi nel 2025.
Per i veicoli che non rientrano nel regime di salvaguardia, il calcolo può invece basarsi sul criterio legato all’alimentazione, con percentuali differenti per le diverse tipologie di veicolo.
Questo significa che, prima di effettuare il calcolo, è necessario ricostruire correttamente la situazione del singolo mezzo: la sola data di assegnazione, presa isolatamente, potrebbe non essere sufficiente.
Lo schema aggiornato evidenzia ulteriori elementi che possono incidere sul valore del fringe benefit.
Maggiorazione del 50%
Per il regime transitorio indicato nello schema, il valore calcolato al passaggio iniziale aumenta del 50% dopo il 31 dicembre del quinto anno dalla prima immatricolazione del veicolo.
Maggiorazione del 5% per gli accessori
Dal 1° gennaio 2026, è inoltre prevista una maggiorazione del 5% per gli accessori e gli allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati dal dipendente.
Questi elementi devono essere valutati in relazione al regime applicabile al singolo veicolo, evitando di utilizzare percentuali senza aver prima verificato la relativa casistica.
Può capitare che il dipendente rimborsi all’azienda una parte dei costi relativi al veicolo.
In questo caso, secondo il criterio richiamato nello schema, il valore del fringe benefit imponibile viene determinato tenendo conto dell’importo rimborsato, che riduce il valore del benefit secondo le regole applicabili.
È quindi importante registrare correttamente eventuali contributi a carico del dipendente e considerarli nel calcolo.
La gestione delle auto aziendali non si esaurisce nella scelta del veicolo o nella sua assegnazione al dipendente. È importante considerare anche gli effetti fiscali e retributivi che ne derivano.
Per questo Addit affianca le aziende nella gestione degli adempimenti legati al personale, aiutandole a individuare gli elementi da verificare e a organizzare correttamente le informazioni necessarie.
Nel caso delle auto aziendali, un’analisi puntuale delle date, della modalità di utilizzo e delle caratteristiche del veicolo consente di individuare il regime da applicare e di gestire il fringe benefit in modo più consapevole.
Perché una gestione corretta parte sempre da una verifica concreta del caso aziendale, non dall’applicazione automatica di una regola.
Hai dubbi sul trattamento delle auto aziendali concesse ai dipendenti? Contatta Addit per approfondire le esigenze della tua impresa.
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